Piazzale Facchini a Certosa e distretto educativo dell’innovazione, il Comune: «Progetto ambizioso ma senza fondi per l’acquisto dell’area»

L’assessore al patrimonio Davide Patrone risponde all’interrogazione della capogruppo Marialuisa Centofanti (Lista Riformiamo Genova): «Ereditiamo un buon proposito, ma nessuna copertura finanziaria certa»

Il grande progetto di rigenerazione urbana di piazzale Facchini, nel cuore del quartiere di Certosa, è ancora bloccato alla fase di intenzioni. A confermarlo è stato l’assessore al patrimonio Davide Patrone durante il Consiglio comunale, rispondendo all’interrogazione presentata dalla capogruppo della Lista Riformiamo Genova, Marialuisa Centofanti.

La consigliera ha ricostruito le tappe fondamentali del progetto, nato da un percorso partecipativo avviato nel 2003 e formalizzato attraverso vari atti, tra cui un accordo di programma quadro firmato nell’ottobre 2024, alla presenza anche del ministro dell’Istruzione Valditara, per la creazione di un distretto educativo dell’innovazione. Un’area da 25 mila metri quadrati, oggi inutilizzata e di proprietà di RFI, in cui erano previsti scuole, parchi, uno studentato, un auditorium e posti auto, con un liceo statale tecnologico come elemento cardine.
«Tutto molto ambizioso – ha detto Centofanti – ma alla luce dell’ultima delibera e del masterplan presentato a marzo 2025, vogliamo sapere: l’area è stata acquistata? Oppure questo grande piano resta solo sulla carta?»
A rispondere è stato un Patrone molto chiaro:
«No, l’area non è stata ancora acquisita. Esiste una delibera di indirizzo all’acquisto che riconosce l’interesse pubblico del progetto, ma non vi è copertura finanziaria. Si è ipotizzato di utilizzare i fondi del grande piano di rigenerazione urbana finanziato con 110 milioni tra 2022 e 2023, ma quei soldi sono già destinati ad altri interventi».
L’assessore ha quindi parlato apertamente di una difficile eredità lasciata dalla precedente amministrazione:
«Temo che ci sia stato un annuncio propagandistico, privo di risorse reali. Ora siamo impegnati in un’interlocuzione con RFI per trovare un accordo e con la Sovrintendenza, dato il valore storico-industriale degli edifici presenti nell’area. Ma senza fondi, al momento, il progetto non può partire».
Patrone ha assicurato che la Giunta, in particolare in sinergia con l’assessore ai lavori pubblici Ferrante e l’architetto Dolmetta, sta cercando strade concrete per rendere fattibile l’operazione, anche raccogliendo le sollecitazioni del territorio, comitati e municipi in primis.
Il rischio, però, è che l’ambizioso masterplan per il nuovo polo scolastico e culturale di Certosa resti fermo a una bella visione, senza gambe economiche per camminare.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.